La Comunità di S.Stefano ritorna in… Campo

caprona

La Casa di Caprona (che in realtà è nella frazione di Campo del Comune di San Giuliano Terme…), la Casa che ha visto tante stagioni della vita della Comunità, riprende oggi un percorso che si era interrotto cinque anni fa.

A partire dal 1980 “Caprona” ha rappresentato il “polmone verde” della Parrocchia, offrendo uno spazio privilegiato per i gruppi di catechismo, ospitando momenti di svago e conviviali, regalando occasioni di incontro a gruppi di giovani, di adulti, di famiglie. Una vera e propria Casa della Comunità.

Fin dall’inizio, nello spirito originario della Casa, è stata presente una seconda finalità: realizzare appartamenti per la prima accoglienza di famiglie in difficoltà, in collaborazione con il Comune di San Giuliano. Nella lunga storia di Caprona tanti sono stati i momenti forti, coinvolgenti, indimenticabili, che si sono alternati inevitabilmente anche a fasi di stanca, a periodi di difficoltà.

Nell’agosto 2011 la Casa è stata occupata da un gruppo di famiglie rom e da allora sono passati cinque lunghi anni in cui “Caprona” è restata necessariamente fuori dalla nostra disponibilità. Potremmo dire che la Comunità è stata forzatamente costretta “in panchina”.

Sono stati anni in cui, di concerto con il Comune di San Giuliano, con la Società della Salute, con la Regione Toscana, si sono cercate soluzioni, fino ad arrivare ad una concessione in comodato d’uso del primo piano dell’edificio alla Società della Salute, per la ristrutturazione di tre appartamenti con l’utilizzo di fondi europei. Le tre unità sono state assegnate a famiglie rom selezionate da una apposita commissione e all’inizio del mese di agosto 2016 si è proceduto contestualmente alla liberazione del piano terra della struttura.

È un passaggio importante, perché ci troviamo ora nelle condizioni di riprendere la consueta presenza della Comunità a Caprona, che deve tornare ad essere quella che conosciamo! Luogo familiare di incontro, adatto a momenti di riflessione come pure ad iniziative di svago… e nel contempo realtà di accoglienza e di ospitalità, in cui sviluppare il dialogo e l’attenzione all’altro.

In questa fase saranno necessari interventi di ripristino, per recuperare una piena fruibilità della Casa, ma intanto …risiamo in Campo! È un po’ come il fischio di inizio del secondo tempo di una partita avvincente, tutta da giocare.

Ed è significativo che tutto ciò riparta in questo mese di settembre, in cui si svolge la Festa della Parrocchia in onore della Madonna: il nostro progetto di Comunità potrà arricchirsi di questo ulteriore motivo di speranza e di stimolo, per un rinnovato impegno di condivisione.