Progetti Avvento

 

Nel periodo Avvento Natale proponiamo, come ogni anno, tre progetti di carità.
Le offerte raccolte in questo periodo verranno devolute secondo le intenzioni suggerite. Durante il Giubileo della Misericordia abbiamo spesso sottolineato la necessità di tradurre in opere concrete la misericordia che noi continuamente riceviamo dal Padre. Non vogliamo che queste belle intenzioni, tante volte ricordate, rimangano lettera morta.

Qualche parola per illustrare come siamo arrivati a queste proposte e il valore di ognuna di esse.

Come sempre, tra tante necessità che vediamo intorno a noi, abbiamo pensato di scegliere quelle che in questo momento ci sembravano particolarmente urgenti e bisognose di sostegno.

 

  1. Caritas Diocesana – Terremotati

Questo obiettivo non ha certo bisogno di spiegazioni, continuamente vediamo tanti fratelli che sono in situazioni drammatiche a causa degli eventi sismici, non vogliamo rimanere insensibili alle loro sofferenze. Il nostro sostegno, preso singolarmente, sembra poca cosa ma ci auguriamo che, sommato al contributo di tante altre comunità, possa risolvere o almeno alleviare qualche loro difficoltà. Sappiamo che la Caritas ha già anticipato notevoli somme per venire incontro alle prime emergenze. Vogliamo partecipare anche noi a questo sforzo nella speranza che gli interventi possano crescere e continuare.

 

  1. Padre Damiano (profughi Siriani in Libano)

Don Damiano Puccini è un sacerdote pisano che svolge la sua missione nel sud del Libano. E’ venuto nella nostra parrocchia a presentare la situazione della sua comunità già tre volte. L’ultima Venerdì 14 Ottobre. Quanti lo hanno incontrato hanno percepito la sua profonda convinzione nel testimoniare il Vangelo con l’annuncio e la testimonianza concreta del perdono, testimonianza che porta avanti, insieme a tutta la sua comunità, in un ambiente difficile come quello della maggioranza musulmana in cui vive. Anni addietro i cristiani di  quella regione hanno subito numerose violenze con diverse centinaia di morti. La risposta di quella comunità, sostenuta da don Damiano, è quella del perdono, perdono testimoniato non tanto dalle parole ma dalla solidarietà e dalla carità verso tutti, anche verso coloro che negli anni addietro sono stati i loro persecutori.

In questi ultimi anni la situazione si è aggravata con l’arrivo di numerosi profughi dalla Siria e dall’Iraq. Poche parole dall’ultimo bollettino di don Damiano sono più che sufficienti per chiarire la situazione che sta vivendo in questo momento la sua comunità.

“A causa della guerra che sta devastando la Siria, circa sette milioni di persone sono state costrette a un esodo di massa. Due milioni di profughi hanno varcato il confine libanese, trovando una precaria sistemazione: i più fortunati in scheletri di abitazioni (normalmente garages), altri in tende di cartone e naylon o nei campi libanesi, polverosi e assolati d’estate, sferzati da gelidi venti d’inverno. Due milioni di persone sono in Libano, private della loro identità, perché non possiedono più alcun documento valido per l’espatrio, e anche della loro dignità poiché costretti a vivere ammassati, a bordo delle strade e in mezzo alle serre in cui si coltivano pomodori e melanzane, costretti a pagare un affitto per il semplice calpestio del suolo. Privati inoltre di qualsiasi tutela sanitaria, poiché sprovvisti della benché minima disponibilità economica. Ad Aleppo, che aveva circa tre milioni di abitanti, si stima che ne restino ancora circa un milione e mezzo; in quanto ai cristiani, dei 150 mila che vi abitavano ne restano circa 30 mila.

I nostri volontari di “Oui pour la Vie” hanno concentrato le loro forze per sostenere, con le rinunce e il tempo donato senza risparmiarsi, la cucina di Damour, che continua ad offrire gratuitamente 300 pasti due volte alla settimana, insieme a porzioni di cibo per altri casi disperati per i quali speriamo di trovare la provvidenza per aiutarli regolarmente.”

 

  1. Strutture parrocchiali

Tutti hanno potuto constatare quanti e quali lavori sono stati fatti in quest’ultimo anno: alla cappella, alla canonica, alla chiesa de I Passi. In queste ultime settimane abbiamo già parlato, sul nostro  Foglio, di questi lavori e già abbiamo fatto presente che abbiamo notevoli problemi per finire di pagarli, sia in S. Stefano che ai Passi.

Ci auguriamo, in questo periodo, di poter sostenere in maniera consistente gli obiettivi di carità che ci siamo proposti perché, malgrado le nostre difficoltà, non possiamo dimenticare chi si trova in condizioni molto peggiori delle nostre. e nello stesso tempo di poter limitare il deficit di bilancio che abbiamo accumulato.

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