A porte spalancate

giubileo 2015 logo

Entrando in chiesa in questi giorni della Settimana Santa, abbiamo visto le nostre porte che ci hanno accompagnato per tutta la Quaresima, aver assunto addobbi decisamente diversi … «pasquali» potremmo dire!

Tutto è iniziato il Giovedì Santo, quando la porta, da chiusa che era, è stata socchiusa: i primi spiragli di luce cominciavano a passare, i diversi lucchetti erano stati aperti con le varie chiavi determinate dalle opere di misericordia via via approfondite. Poi, ecco: nella Messa in Coena Domini, al centro dell’attenzione, il grembiule del servizio. Tutto quello che abbiamo vissuto durante la Quaresima è stato sintetizzato «semplicemente» nell’amore al prossimo, che si traduce in gesti concreti. Il dialogo fatto da catechisti e ragazzi durante la lavanda stava a significare proprio questo: ripercorrere le varie opere di misericordia e mostra come esse si ritrovino tutti nel lavare l’uno i piedi dell’altro.

Ma non finisce qui: l’altare della reposizione aveva, ancora una volta, la porta: stavolta essa era spalancata per mostrare il Signore, presente nel Sacramento dell’Eucaristia. Il cartiglio, particolarmente eloquente, diceva così: «Ecco la porta della misericordia: scegli se essere lucchetto o chiave». Di fronte Gesù, infatti, è in gioco il grande dono della libertà che abbiamo ricevuto: siamo noi a scegliere se aprirci alla grazia di Dio e alla sua misericordia (e quindi essere chiave) oppure se rimanere chiusi in noi stessi, nel nostro egoismo, nella nostra autosufficienza (e quindi essere lucchetto).

Finalmente, così, siamo giunti a Pasqua e all’addobbo della porta che rimarrà fino al giorno della Pentecoste: Cristo è risorto, la pietra è rotolata via, la porta definitivamente spalancata!!! La Resurrezione ci pervade profondamente e il colore adesso è il bianco, segno della luce e della pienezza di vita che deriva dall’incontro con il Risorto.

Tutto questo, però, non vuole essere solo un elemento decorativo, bensì un invito forte e costante per ciascuno di noi. Esso ci arriva dalla voce forte di un santo dei nostri giorni: Giovanni Paolo II. Nella sua Messa d’inizio pontificato egli rivolse a tutti questo parole: «Non abbiate paura! Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!».

Sia questa la luce che accompagna il nostro tempo di Pasqua, sia come singoli che come intera parrocchia. L’augurio che facciamo è che tutto ciò che portiamo all’altare diventi autentica celebrazione di vita vissuta non solo nelle grandi occasioni ma anche, e soprattutto, nelle piccole circostanze della vita quotidiana.

 

Don Carlo e Don Federico

 

Articoli correlati