I Ministri Straordinari della Comunione

L’esperienza di un servizio vissuto all’interno del matrimonio

Siamo Juri e Maria Grazia, sposati da 33 anni; insieme ad altre persone della Comunità svolgiamo il servizio di Ministri Straordinari dell’Eucarestia. Questo ministero fu istituito da papa Paolo VI con l’Istruzione Immensae Caritatis del 29 gennaio 1973. Il compito del Ministro Straordinario della Santa Comunione è di provvedere alla distribuzione dell’Eucarestia nelle assemblee liturgiche particolarmente affollate, nelle quali manchi un sufficiente numero di ministri ordinari (Vescovo, Presbitero, Diacono) o straordinari istituiti (Accolito) e al difuori dalla Messa, agli ammalati, in casa o in ospedale, impossibilitati a recarsi in chiesa. Possono essere Ministri Straordinari della Comunione uomini e donne che ricevono uno specifico mandato dal Vescovo o dal Parroco, per un periodo di tempo determinato (di solito tre anni), rinnovabile anche più volte. I Ministri sono collaboratori della Chiesa, chiamati ad indossare l’abito dell’umiltà nel servire poiché, come ci ricorda papa Francesco, bisogna servire e non servirsi della Chiesa e degli altri.

Dentro di noi è ancora vivo il ricordo del giorno in cui Don Carlo ci chiese la disponibilità ad iniziare il percorso per diventare Ministri Straordinari della Comunione; ci aveva dato appuntamento di sabato pomeriggio nella Chiesa dei Passi, al termine della messa prefestiva, perché, come anticipato a voce qualche giorno prima,  “voleva parlarci”. Prima di quell’incontro ci siamo interrogati sulle possibili ragioni della convocazione e  mai avremmo pensato ad una simile richiesta. Non nascondiamo che sul momento rimanemmo storditi, frastornati, senza parole, balbettammo solamente che avremmo preso qualche giorno di tempo per rifletterci e per dare la nostra risposta. La prima forte sensazione che ci assalì fu quella di non sentirci all’altezza e di non essere degni di un servizio così importante. Ci confrontammo anche con le nostre due figlie, le quali invece, forse per l’entusiasmo che da sempre  contraddistingue la giovinezza, ci incoraggiarono con iniezioni di fiducia ed entusiasmo, di cui forse solo i giovani sono capaci. Nel maturare un nostro “sì” consapevole a questa scelta abbiamo riflettuto molto, sostenendoci a vicenda, confidando nell’aiuto del  Signore   per  camminare insieme su una nuova strada, anche se imprevista, per accrescere la nostra unione e comunione, insieme a quella dell’intera famiglia, umilmente consapevoli che nessuno può mai sentirsi degno al cospetto del Signore e che solo lui può invece renderci all’altezza dei compiti a cui chiama.

Sono ormai passati tre anni da quando abbiamo ricevuto questo mandato a maggio 2018, nel giorno di Pentecoste. A ciascuno di noi sono state “affidate” delle persone anziane che, per motivi di età e di salute, non possono partecipare alla messa, ma che hanno però un grande desiderio e trovano un grande conforto nel ricevere il corpo di Cristo. Queste servizio ci pone sempre in un atteggiamento di riflessione continua, bisognosi della guida del Signore e del conforto e sostegno della nostra Comunità. In questi anni abbiamo conosciuto diverse persone, la profondità della loro fede, la loro gioia di accogliere Cristo, ma anche il desiderio di scambiare qualche parola con noi, di farci partecipi delle loro vite ed esperienze,  di quelle belle e gioiose ma anche di quelle tristi e dolorose, consolidando nel tempo un sentimento di affetto reciproco e di familiarità.

Consideriamo questo servizio una grande dono che il Signore ha fatto alle nostre vite e alla nostra famiglia, facendoci crescere nella fede oltre che come singoli individui ma anche come coppia, attraverso un’esperienza comune vissuta all’interno del matrimonio. Possiamo solo ringraziare il Signore di averci chiamati ad essere strumenti del suo amore; come ci aveva anticipato il Vescovo nel giorno in cui abbiamo ricevuto il mandato, abbiamo davvero potuto sperimentare che è molto di più ciò che riceviamo di quel poco che diamo.                                                                                                                       Maria Grazia e Juri

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