Iniziative in favore dei rifugiati

Il parere del Consiglio Pastorale.

In estate è emersa in tutta la sua gravità la problematica dell’accoglienza dei rifugiati che giungono numerosi nella nostra patria come in altre nazioni europee per fuggire da situazioni tragiche di guerre, violenze e povertà estreme. All’Angelus di domenica 6 settembre abbiamo ascoltato il nuovo appello di Papa Francesco, che ci sollecita ad aprire le porte del nostro cuore e delle nostre case a persone in fuga dai loro paesi devastati dalla guerra e dalla povertà.

Cavalcare le paure e gli allarmismi ingenera atteggiamenti di rifiuto che chiudono il cuore e addormentano la responsabilità di fronte all’obbligo forte consegnatoci dal Signore e che deve risuonare nelle coscienze e nel cuore di credenti e cittadini: “ero forestiero e mi avete ospitato”. D’altro canto però Il buonismo ingenuo, a sua volta, rischia di ostacolare una gestione intelligente delle varie problematiche che l’accoglienza pone.

Il problema dell’accoglienza è infatti una questione delicata, che va affrontata mettendo in campo azioni adeguate, con soluzioni pianificate e ben strutturate nel tempo, che siano in grado creare sinergie con le  Istituzione locali e con le varie organizzazione religiose già presenti sul territorio, in primis la Caritas diocesana.

Non si tratta infatti di mettere in campo interventi di prima accoglienza, come per quella offerta ai senza dimora, ma di ospitalità completa per alcuni mesi, in base alle necessità e alle indicazioni che le Istituzioni locali pubbliche ed ecclesiali potranno fornirci, con iniziative che devono prevedere anche un sostegno effettivo al percorso di inclusione sociale di queste popolazioni.

La nostra Diocesi si sta impegnando da tempo sul problema e a breve, attraverso una  specifica lettera alle parrocchie, offrirà precise indicazioni e suggerimenti sull’approccio più corretto da mettere in campo per le iniziative in favore dei rifugiati a livello delle singole parrocchie, che dovranno necessariamente  rispondere, come già sottolineato, non solo all’emergenza, ma avere una progettualità più ampia e un tempo prolungato di accompagnamento formativo e specifico,  per trovare soluzioni che diano a queste persone una prospettiva per il loro futuro.

A valle delle lettera del Vescovo come Consiglio Pastorale è stato inoltre deciso di organizzare  uno specifico  incontro aperto alle nostre comunità di Santo Stefano e dei Passi  per cominciare a ragionare tutti insieme sulle possibili iniziative da intraprendere come Unità Pastorale in favore dei rifugiati.

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