La Domenica dopo Pasqua

tre grandi motivi di festa!

La domenica dopo Pasqua è un giorno molto importante nella liturgia e nella vita della Chiesa, e questo per tre motivi:

  1. E’ giorno che conclude l’Ottava di Pasqua, ossia quel ciclo di otto giorni, dal giorno di Pasqua alla domenica successiva (compresi) in cui la Chiesa ha vissuto il tempo come se fosse inserita nello stesso giorno. Chi ha partecipato alle Messe feriali, infatti, ha potuto notare come sempre si è pregato con il «Gloria», si è detto nel Canone Eucaristico «nel giorno in cui Cristo è risorto nel suo vero corpo», si è congedata l’assemblea ripetendo «alleluia alleluia» dopo l’invio alla missione al termine della celebrazione eucaristica; così come all’Ufficio delle Letture abbiamo sempre pregato con il Te Deum come nel giorno di Pasqua e i salmi delle lodi mattutine sono sempre stati i medesimi della mattina di Pasqua. E questo perchè? Perchè la resurrezione è il fondamento della nostra fede e la bella notizia che Cristo è risorto non poteva essere «elaborata» solo in un giorno: le grandi notizie hanno bisogno di tempo per essere assimilate! Ecco allora l’Ottava di Pasqua!
  2. E’ il giorno della «Domenica in Albis», cosiddetta perchè nella chiesa antica, gli adulti che avevano ricevuto il Battesimo, nel giorno di Pasqua avevano indossata l’alba bianca – ossia la veste bianca – e la tenevano come abito fino proprio alla domenica dopo Pasqua, giorno in cui la deponevano per iniziare a vivere il proprio essere cristiani anche fuori dalla festa, nel quotidiano, nella ferialità, nelle piccole cose di ogni giorno.
  3. E’ la domenica della «Divina Misericordia», istituita ufficialmente nel 1992 da Giovanni Paolo II, che la fissò per tutta la Chiesa nella prima domenica dopo Pasqua. Gesù, secondo le visioni avute da suor Faustina Kowalska, parlò per la prima volta del desiderio di istituire questa festa nel 1931, trasmettendo la sua volontà per quanto riguardava il quadro che tutti conosciamo in cui Gesù è vestito di bianco e dal suo petto partono due raggi, uno rosso e uno blu:

“Io desidero che vi sia una festa della Misericordia. Voglio che l’immagine, che dipingerai con il pennello, venga solennemente benedetta nella prima domenica dopo Pasqua; questa domenica deve essere la festa della Misericordia”.

Così Papa Francesco si espresse nell’Omelia per la Domenica dopo Pasqua 2022:

«Tutta la Chiesa è stata resa da Gesù una comunità dispensatrice di misericordia, un segno e uno strumento di riconciliazione per l’umanità. Fratelli, sorelle, ciascuno di noi ha ricevuto nel Battesimo lo Spirito Santo per essere uomo e donna di riconciliazione. Quando sperimentiamo la gioia di essere liberati dal peso dei nostri peccati, dei nostri fallimenti; quando sappiamo in prima persona che cosa significa rinascere, dopo un’esperienza che sembrava senza via d’uscita, allora bisogna condividere con chi ci sta accanto il pane della misericordia. Sentiamoci chiamati a questo. E chiediamoci: io, qui dove vivo, io, in famiglia, io, al lavoro, nella mia comunità, promuovo la comunione, sono tessitore di riconciliazione? Mi impegno per disinnescare i conflitti, per portare perdono dove c’è odio, pace dove c’è rancore? O io cado nel mondo del chiacchiericcio, che sempre uccide? Gesù cerca in noi dei testimoni davanti al mondo di queste sue parole: Pace a voi! Ho ricevuto la pace: la do all’altro».

Buona domenica dopo Pasqua! Buona conclusione dell’Ottava! Buona Domenica in Albis! Buona Festa della Divina Misericordia!

Don Carlo e Don Federico

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