Una Novena… che non finisce mai!

In perfetta continuità con il tema della gioia delle domeniche di Avvento, anche la Novena dei ragazzi delle h 17.00 al Chiesino, intendeva essere un ulteriore invito ad accogliere con speranza e gioia piena la venuta di Gesù bambino, nella rinnovata consapevolezza della nostra originaria e comunitaria appartenenza  a Cristo.

  Giocando infatti con la diversa posizione dell’accento sulla prima parola che dava titolo e tema alla Novena, Vestìti … ma anche … Véstiti di gioia!, la Novena si prestava ad una comprensione personale e ad un’interiorizzazione a più livelli, dando così  modo a tutti, bimbi, genitori, catechisti, giovani, meno giovani, ecc. di vivere l’attesa della nascita del Signore, ciascuno secondo la propria situazione personale, le proprie aspettative, la personalissima vocazione, la diversa maturità di fede e di ricerca personale.

  Ad un primo e più elementare livello, i ragazzi dei vari gruppi di catechismo hanno contribuito, sotto la guida della Parola, dei sacerdoti e dei catechisti, alla progressiva realizzazione di un presepio tutt’intorno all’altare, che giorno dopo giorno, è andato popolandosi dei suoi personaggi più significativi, riconoscibili ed individuabili per i panni con cui i ragazzi li hanno di fatto vestìti di volta in volta. E così, mentre i più piccoli hanno ricreato anche nelle loro case un presepio di carta, analogo a quello che prendeva forma nel Chiesino con i personaggi consegnati loro al termine di ciascun incontro, i più grandi hanno avuto occasione di far tesoro di tutti gli avvenimenti rievocati dall’ascolto della Parola e capire di quale o di quali personaggi del presepio adottarne lo stile.

  La Novena è stata dunque senz’ombra di dubbio un tempo significativo ed insostituibile. Non solo ha scandito il tempo dell’attesa, ma più in generale è servita, e serve in un certo qual modo, a misurare il nostro personalissimo tempo e la nostra disponibilità, interpellando così ancora una volta tutta la nostra esistenza a farsi presepio, culla e mangiatoia per il Cristo che viene nelle nostre vite ora e per sempre. Ecco allora che alla luce di quest’ulteriore comprensione siamo di fatto autorizzati a spostare l’accento e a far nostra la forza incredibile di quell’invito: Véstiti di gioia!

  L’ultimo livello di comprensione è infatti quello che spinge ciascuno di noi a riscoprire il valore profondo del proprio Battesimo e di metterne a frutto tutti i suoi doni. Mediante il Battesimo infatti, ci siamo rivestiti di Cristo; siamo stati resi simili a lui perché uniti a lui nell’imperscrutabile suo mistero di morte e risurrezione. Ecco infine il senso ultimo dell’invito Véstiti di gioia!:  indossare con rinnovato slancio la veste bianca della nostra prima festa e custodirla tale in quanto specchio del volto e dell’azione di Cristo che vive in noi e nelle nostre vite ogni giorno, non solo a Natale o per il tempo di una Novena.

Michela N.

 

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