
Ci teniamo particolarmente a far giungere a tutti e a ciascuno i nostri auguri di Natale attraverso il «Foglio Incontri».
Certo, gli auguri ce li scambieremo di persona durante le prossime liturgie, ma, come sappiamo, non tutti possono parteciparvi: pensiamo in modo particolare agli anziani e agli ammalati, ma anche a coloro che vivranno il Natale in modo diverso, senza prendere parte alle Sante Messe. E magari prenderanno in mano, quasi casualmente, questo «Foglio Incontri»: anche a loro desideriamo far arrivare il nostro augurio per un Santo Natale.
Celebrare il Natale non significa celebrare il «compleanno di Gesù», ma piuttosto celebrare il mistero dell’Incarnazione: Dio si fa uomo per abitare tutta la nostra umanità, soprattutto in quelle pieghe più tristi, dolorose e nascoste. È proprio lì che Dio vuole nascere, per far fiorire la pace, la speranza e l’amore.
Questo, per la comunità, diventa un impegno concreto: Dio si serve infatti di ciascuno di noi per portare nel mondo la sua pace, la sua speranza e il suo amore. E ciò anche alla luce della prossima chiusura del Giubileo che, in Cattedrale a Pisa, avverrà domenica 28 dicembre, con la celebrazione delle ore 17.00 presieduta dall’Arcivescovo.
La chiusura del Giubileo non può e non deve essere vissuta come un «evento triste»; al contrario! Chiudere il Giubileo significa iniziare a portare nella vita ciò che abbiamo celebrato nella liturgia. Il movimento da vivere è quello che va dalla liturgia alla vita e, dalla vita, ritorna alla liturgia, in un cammino continuo.
Gesù – in Lc 4,16-20 – fa suo l’annuncio del Giubileo proclamato dal profeta Isaia: Gesù stesso è il Giubileo. L’augurio che rivolgiamo a ciascuno di voi è dunque quello di vivere questo Natale e questa chiusura del Giubileo portando ai poveri il lieto annuncio, proclamando ai prigionieri la liberazione, ai ciechi la vista, rimettendo in libertà gli oppressi, perché siamo consacrati con l’unzione.
Don Federico e Don Carlo




