
il dovere dei cristiani nell’impegno sociale
L’8 e il 9 giugno si voteranno 5 quesiti referendari, quattro attinenti il mondo del lavoro e l’ultimo riguardante le tempistiche per l’acquisizione del diritto di cittadinanza. Ogni cristiano è chiamato a riflettere profondamente sul proprio ruolo nella società e sul valore della partecipazione responsabile alla vita democratica. Votare non è solo un diritto, ma un dovere morale e civile che esprime concretamente l’amore per il bene comune e la fedeltà al Vangelo.
La Chiesa Cattolica ha sempre sottolineato l’importanza dell’impegno dei laici nella società. Il Concilio Vaticano II, nella Gaudium et Spes, afferma che «è dovere dei cristiani di collaborare con tutti gli uomini nella costruzione di un mondo più umano». Partecipare al voto significa assumersi la responsabilità di contribuire alla costruzione di una società giusta, solidale e orientata alla dignità di ogni persona umana.
Il Compendio della Dottrina Sociale della Chiesa ricorda che «la partecipazione alla vita comunitaria è un dovere da esercitare coscientemente da parte di tutti, in modo responsabile e con spirito di servizio». Questo vale per le elezioni politiche ed amministrative, e in modo ancora più evidente nei referendum; sono momenti in cui ciascuno è chiamato a esprimere, alla luce della propria coscienza, una scelta che possa promuovere valori come la pace, la giustizia, la difesa della vita e della famiglia, la tutela dei poveri e dell’ambiente.
Ignorare il proprio dovere di voto significa abdicare alla responsabilità di essere “sale della terra” e “luce del mondo” (Mt 5,13-14). Anche Papa Francesco, in diverse occasioni, ha richiamato i cristiani a non essere «cristiani da salotto», ma a sporcarsi le mani nella realtà concreta, portando il lievito del Vangelo nelle istituzioni, nella politica, nella cultura.
Pertanto, in vista dell’importante appuntamento elettorale del 8 e 9 giugno, ogni cristiano è invitato a non disertare le urne, ma a informarsi, a discernere, e a scegliere con responsabilità e coscienza. Votare è un atto di amore per la propria terra, per la propria gente e per le generazioni future.
Il cristiano non può rimanere indifferente. L’indifferenza genera ingiustizia. La fede, invece, ci chiama all’azione, alla corresponsabilità, all’impegno. Come dice San Paolo: «Non stanchiamoci di fare il bene» (Gal 6,9).
Juri Riccardi





